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Festival_Vaticano
Il Vaticano ha a cuore un solo interesse: il proprio.

"Togliete dalla chiesa i miracoli, il soprannaturale, l’incomprensibile, l’irragionevole, l’impossibile, l’inconoscibile, l’assurdo e non rimane niente altro che il vuoto." Robert G. Ingersoll (Colonnello veterano della guerra civile, leader politico statunitense; 1833 – 1899) ======================== I religiosi, e tra questi ovviamente i più potenti, gli uomini della gerarchia della Chiesa Cattolica, si presentano al resto dell’umanità come i rappresentanti sulla Terra del Creatore dell'intero universo, portatori di un messaggio ‘superiore’ in virtù del quale si auto-pongono nella posizione privilegiata di dare indicazioni agli altri in ambiti quali la morale, l'etica, le scelte di vita, la sessualità, cosa è bene e cosa è male, cosa è giusto e cosa è sbagliato, la vita, la morte, sconfinando sovente in ambiti che non dovrebbero essere di loro competenza (politica in primis). Purtroppo per loro, nonostante la studiata sontuosità dei riti inventati dei quali sono i celebranti, spesso e volentieri questi signori non sarebbero in grado di dare né dritte di vita e né tantomeno lezioni di morale proprio a nessuno, come dimostrano le notizie di stampa raccolte in questo blog e nella quasi totalità dei casi taciute dai telegiornali. I fatti dimostrano che coloro che tuonano contro i peccatori e continuano a emettere giudizi trancianti e degradanti per altre persone sono spesso loro stessi uomini assai poco immacolati e irreprensibili, che tuttavia vivono una vita privilegiata. La storia bimillenaria di questa istituzione religiosa abbonda di comportamenti e decisioni politiche non esattamente impeccabili. L'idealistica ispirazione iniziale alle parole e al messaggio del profeta ebreo Yeshùa si è andata col tempo corrompendo sin da quando l'imperatore Costantino capì che poteva usare il cristianesimo come efficace strumento di potere, un processo poi completato nel IV secolo da un altro imperatore, Teodosio, che lo rese religione imperiale. La gerarchia ecclesiastica da allora ha assaporato i vantaggi e i benefici del potere e nei secoli seguenti, attraverso una serie di vicende storiche molto complesse e anche affascinanti, si è adoperata - e si adopera tutt'oggi - per mantenerlo, con la calma di facciata, la pacatezza nei toni (non sempre) e la determinazione d'intenti che la contraddistinguono. Ancora, soprattutto tra le persone con minore livello di istruzione, molti continuano a considerare i membri del clero (socialmente parlando) un gradino al di sopra di tutto il resto della popolazione, ai quali si deve rispetto a prescindere da quello che dicono o fanno. Ci sono anche esponenti del clero che si pongono nella posizione alquanto arrogante di non tollerare critica alcuna, giocando in modo scaltro e studiato con le credulonerie e superstizioni della gente. Potremmo fare molti esempi ma ci limitiamo a Padre Livio Fanzaga, direttore di Radio Maria, che (sul settimanale Oggi n. 11 del marzo 2008) dice: «Sono uno di quei preti che credono all’esistenza del demonio e al fatto che agisce nel mondo» e aggiunge che «L’azione di Satana punta in particolare a sobillare odio contro Cristo e la Chiesa.» Capito il concetto? Chiunque osi dire qualcosa o riportare notizie che in qualche modo mettono la Chiesa in cattiva luce sarebbe un malvagio servitore del demonio. Il personaggio in questione non è certo il solo ad utilizzare questo tipo di argomenti e si potrebbero lasciare ai loro deliranti sproloqui se non fosse che il loro stipendio non venisse pagato anche con i soldi pubblici di tutta la popolazione italiana (compresi coloro che non sono né cattolici né credenti) grazie ai discutibili meccanismi di distribuzione dei soldi raccolti grazie alla donazione dell’8 per mille sulle tasse. Ogni anno, puntualissima, nella stagione delle dichiarazioni dei redditi parte la campagna pubblicitaria della Conferenza Episcopale per invogliare gli italiani a dare alla Chiesa Cattolica il contributo dell’8 per mille. Tanti laccati spot televisivi, trasmessi nelle ore di massimo ascolto (la CEI non bada a spese quando c'è da organizzare la raccolta fondi), nei quali al suono di musiche melodiose si susseguono immagini edificanti di simpatici pretini di campagna e di città laboriosamente impegnati a fare tanto del bene, ma proprio tanto. Bravi. Naturalmente ogni medaglia ha due facce e quando si versano soldi alla Chiesa Cattolica li si danno non solo per interventi assistenziali, umanitari o caritativi (i soli pubblicizzati negli spot) ma anche per “finalità religiose ed esigenze di culto” e naturalmente anche per il fondamentale “sostentamento del clero”, del quale fanno parte anche persone non necessariamente sempre meritevoli dei nostri ‘oboli’. Del clero infatti fanno parte non solo gli adorabili e umili pretini che si vedono nelle pubblicità (ma c’è ancora chi crede alle pubblicità??) ma anche i potenti vescovi e cardinali che girano coi macchinoni, esibiscono anelloni e catene d’oro e pietre preziose, vivono vite di lussi e privilegi e che, spesso e volentieri, hanno anche la cattiva abitudine di interferire con la vita pubblica e nel dibattito prettamente politico del paese. Il che va probabilmente bene per chi è cattolico praticamente ma non tutti gli altri. Il problema infatti sta in quel “tutti gli altri” perché i soldi dell’8 per mille, per via di un complesso meccanismo alquanto discutibile, vanno a finire per quasi al 90% alla Chiesa Cattolica sebbene solo circa un terzo dei contribuenti indichi tale Chiesa come destinataria. Com’è possibile? Lo spiega bene la Wikipedia, la preziosa enciclopedia libera on line da cui è tratto il brano che segue: “L'aspetto più controverso dell'8 per mille è la ripartizione delle scelte inespresse, che attualmente è effettuata secondo un criterio proporzionale rispetto alle scelte espresse. I dati più recenti disponibili indicano che l’otto per mille dell'Irpef sui redditi del 2000 ammontava ad 897.077.447 euro. Di questi il 39,62% (ovvero 355.422.085 euro) è stato destinato in base alle scelte espresse dai contribuenti, mentre il 60,38% (ovvero 541.655.362 euro) è stato destinato senza alcuna scelta dei contribuenti. In virtù di questo meccanismo, nonostante solo il 35,24% degli aventi diritto avesse destinato nel 2000 il proprio contributo alla Chiesa Cattolica, l'87.25% dell'intero gettito da l'8 per mille è stato devoluto alla stessa, grazie al recupero delle scelte inespresse. Il problema è stato portato all'attenzione del Parlamento Italiano nell'ambito di un'interpellanza promossa dal Coordinamento nazionale delle Consulte per la laicità delle Istituzioni. Questo meccanismo di attribuzione automatica delle scelte inespresse è stato definito "una mostruosità giuridica" da autorevoli storici e criticato da diverse personalità dello stesso mondo cattolico, compreso l'ex Presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. Altre critiche, sorte dal mondo laico, sostengono che: - la ripartizione delle scelte inespresse vìola, di fatto, il principio su cui avrebbe dovuto basarsi il sistema dell'otto per mille. - il fatto che vengono finanziate a fondo perduto confessioni religiose che si dovrebbero autofinanziare. - Viene fatto notare che soprattutto nel caso della Chiesa cattolica, gran parte di questi contributi non ha alcuna utilità sociale. - il fatto che lo Stato italiano, a differenza delle confessioni religiose inserite nella ripartizione, non fa alcuna pubblicità per sé e non informa su come destina questi fondi. Per questa ragione alcuni parlano di "partita truccata". Quando nel 1996 il ministro Livia Turco propose di destinare i fondi di competenza statale all’infanzia svantaggiata, il “cassiere” della Conferenza Episcopale Italiana Nicora reagì duramente, sostenendo che «lo Stato non deve fare concorrenza scorretta nei confronti della Chiesa»; - il fatto che sono ammesse solo le confessioni sottoscrittrici di un'intesa con lo Stato. Il sito dell'UAAR (www.uaar.it), sostiene che per questo motivo la Chiesa, attraverso i parlamentari cattolici, blocca la ratifica dell'accordo (già sottoscritto) con i Testimoni di Geova e impedisce l'avvio di trattative con gli islamici: i fedeli di queste religioni, ben disciplinati, grazie al meccanismo delle scelte inespresse porterebbero alle loro gerarchie una contribuzione ben superiore alla loro percentuale reale, con un danno valutabile in centinaia di milioni di Euro per la Chiesa cattolica. - il fatto che la scarsa chiarezza del meccanismo trae in inganno non solo il semplice cittadino ma anche la persona colta. Nel sito dell'UAAR si racconta di un giornalista Rai ha dovuto addirittura scusarsi in diretta per la sua non conoscenza del meccanismo; - il fatto che lo Stato Italiano, dovendo erogare questi finanziamenti, è costretto a cercarsi altre entrate con nuove forme di tassazione della popolazione.” [fine della citazione da Wikipedia] Nota finale - Questo blog non è ‘asservito al demonio’ o contrario alle convinzioni spirituali e religiose di ognuno. Questo blog raccoglie e propone notizie e commenti del curatore, che è cittadino italiano agnostico, contrario a tutti i fondamentalismi e che ritiene che la Repubblica Italiana dovrebbe evitare di sovvenzionare coi soldi pubblici potenti e ricchissime organizzazioni religiose attente da secoli e in ogni parte del mondo a curare solo ed esclusivamente i propri interessi. (RT) =================== NOTA: questo blog è un aggregatore di notizie e non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza fissa periodicità, pertanto questo sito non è un prodotto editoriale ai sensi della legge n. 62 del 7/3/2001. Le immagini talvolta a corredo dei post sono disponibili su internet; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d'autore segnalatecelo tramite la funzione dei relativi commenti e provvederemo alla loro rimozione. - Buona lettura.
SOCIETA'
2 febbraio 2012
Su La7 uno scottante programma sui misteri delle finanze vaticane. La Santa Sede minaccia il ricorso alle vie legali.


Ha scatenato un putiferio di polemiche la puntata di Gli Intoccabili andata in onda su La7 la settimana scorsa (ma che e’ ancora visibile sul sito web del programma).

Nel presentarla il giornalista Sergio Rizzo (co-autore del best seller La Casta) ha scritto un articolo, partendo da corruzione, che la parola è sinonimo di malaffare e degrado morale. Ma se a pronunciarla è un altissimo prelato vicino al Papa, come rivela questa sera «Gli intoccabili», il programma d’inchiesta del giornalista Gian Luigi Nuzzi che va in onda su La7, allora vengono i brividi. Il suo nome: Carlo Maria Viganò, fino a qualche mese fa segretario generale del governatorato del Vaticano, la struttura che gestisce gli appalti e le forniture del più piccolo e potente Stato della Terra. «Corruzione» è proprio il termine che quel monsignore usa per descrivere in una clamorosa lettera a Benedetto XVI l’incredibile situazione che si è trovato davanti dopo aver assunto nel luglio del 2009 il delicatissimo incarico. Una bomba sganciata nelle stanze del potere vaticano il 27 marzo del 2011, nell’estremo tentativo di sventare una manovra di corridoio che culminerà con la sua rimozione. (…) sul Giornale escono alcuni articoli non firmati, nei quali è contenuto un segnale preciso: il segretario generale del governatorato ha praticamente le ore contate. Ed è proprio quello che accade. Il segretario di Stato Tarcisio Bertone lo solleva dall’incarico, e la decisione fa saltare anche la nomina a cardinale che gli sarebbe stata promessa. Tanto per cambiare la rimozione avviene con il solito meccanismo del promoveatur ut amoveatur . Viganò viene nominato Nunzio apostolico della Santa sede negli Stati Uniti e spedito a Washington. Incarico prestigiosissimo, anche se a 7.228 chilometri di distanza. A nulla serve l’appello disperato e diretto a Ratzinger. Che anzi si rivela un errore, perché scavalcando Bertone ottiene semmai l’effetto contrario. Ma Viganò non digerisce affatto la decisione e inizia una corrispondenza infuocata con il segretario di Stato.

Per approfondire: il servizio degli Intoccabili su questa vicenda.
La lettera di Viganò al Papa – Mani pulite in Vaticano, il resoconto documentato di mazzette, lavori gonfiati, appalti pilotati, favori e clienti, una vera e propria ‘cricca’ dei fornitori vaticani. (video)

Dopo la messa in onda della trasmissione il Vaticano, in un infuocato comunicato stampa, rigetta Alcune accuse poi – anche molto gravi – fatte nel corso della trasmissione, in particolare quelle nei confronti dei membri del Comitato Finanza e Gestione del Governatorato e della Segreteria di Stato di Sua Santità, impegnano la Segreteria di Stato stessa e il Governatorato a perseguire tutte le vie opportune, se necessario legali, per garantire l’onorabilità di persone moralmente integre e di riconosciuta professionalità, che servono lealmente la Chiesa, il Papa e il bene comune.

Dell’allontanamento di Viganò scrive Paolo Farinella sul Fatto Quotisiano: In Vaticano tremano quando incontrano una persona onesta e integra, perché lì prosperano solo uomini vestiti di nero, il colore della loro anima, nonostante il papa si ostini a vestire di bianco. Povero papa bavarese: in Vaticano non conta nulla, anzi meno di nulla. Egli è la sagoma che i faccendieri mostrano al pubblico per ammansire e distrarre, stupefacente allo stato puro, mentre i califfi e gli smargiassi, vestiti come damerini e travestiti da donne, delinquono religiosamente e asceticamente rubano e corrompono. Tanto poi fanno i gargarismi con l’acqua benedetta e tutto ritorna a posto. Appena scorgono i virus dell’onestà e della legalità, li neutralizzano con zelo fanatico.

Fonti: Il Fatto Quotidiano - Gli Intoccabili
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